Il Viale dei Cipressi di Bolgheri in primavera: la strada dritta tra due file di alti cipressi, con alberi in fiore rosa ai lati e un trattore rosso in lontananza
Viale dei Cipressi, Bolgheri — foto: Repuli · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono strade che si percorrono per arrivare da qualche parte e strade che sono già il motivo del viaggio. Il Viale dei Cipressi di Bolgheri appartiene alla seconda famiglia: una lunga linea dritta che parte dalla vecchia Aurelia e punta verso un piccolo borgo di mattoni rossi, accompagnata da due file di alberi che sembrano non finire mai. L'inizio del viale è a 8,7 km da Casa Fiori, circa 13 minuti d'auto, ed è una delle gite che consigliamo più volentieri ai nostri ospiti, in qualunque stagione.

Cinque chilometri e più di duemila cipressi

Il viale è lungo circa cinque chilometri e collega l'Oratorio di San Guido al centro di Bolgheri, frazione del comune di Castagneto Carducci. Secondo il Comune i cipressi sono 2.540, disposti in duplice filare ai lati della strada. La sua storia è più recente di quanto si immagini: nasce nell'Ottocento, quando fu ricostruita la Via Regia lungo la costa e si tracciarono le strade di collegamento verso i paesi dell'interno. Il tratto verso Bolgheri fu abbellito con i cipressi per volontà del conte Guido Alberto della Gherardesca, e il viale ha preso l'aspetto che conosciamo tra l'Ottocento e i primi decenni del Novecento.

Il punto di partenza è l'Oratorio di San Guido, una piccola cappella a pianta ottagonale costruita nel 1703 per volere dei Della Gherardesca, in memoria di un loro antenato, Guido, eremita vissuto tra l'XI e il XII secolo. È un edificio raccolto, affacciato sulla strada, che merita una sosta prima di imboccare il viale. Poco lontano, un piccolo obelisco ricorda il poeta che ha reso famoso questo luogo.

Carducci, la nonna Lucia e «Davanti San Guido»

Se questo rettilineo è conosciuto in tutta Italia, il merito è di Giosuè Carducci. Il poeta visse a Bolgheri da bambino, dal 1838 al 1848, più o meno dai tre ai tredici anni, e di quel periodo conservò un ricordo pieno di nostalgia. Anni dopo, ripassando in treno lungo la costa, rivide i cipressi e ne nacque «Davanti San Guido», poi raccolta nelle Rime nuove. Molti di noi l'hanno imparata a memoria a scuola: «I cipressi che a Bólgheri alti e schietti / Van da San Guido in duplice filar, / Quasi in corsa giganti giovinetti / Mi balzarono incontro e mi guardâr».

Nella poesia compare anche la nonna Lucia, Lucia Galleni, nonna paterna del poeta: morì a Bolgheri nel 1842 ed è sepolta nel piccolo cimitero del paese, dove è ricordata con i versi del nipote. Il legame tra Carducci e questa terra è tale che nel 1907 Castagneto Marittimo cambiò nome e divenne Castagneto Carducci.

Il borgo in fondo al viale

Alla fine dei cipressi vi accoglie il Castello di Bolgheri, legato ai conti Della Gherardesca fin dal Medioevo. Lo riconoscete subito: una facciata in mattoni rossi e una torre con un arco a sesto acuto che fa da porta al paese, sormontata dallo stemma di famiglia. L'aspetto merlato che vedete oggi è in gran parte frutto di un rifacimento del 1895, su disegno di Tito Bellini.

Oltre l'arco, Bolgheri è piccolo e si gira a piedi in poco tempo: vicoli, piazzette, botteghe e il verde delle colline sullo sfondo. Il bello è proprio questa misura raccolta, da vivere senza fretta. Tutto intorno, tra la pianura e le prime colline, si stendono i vigneti che hanno reso il nome di Bolgheri noto agli appassionati di mezzo mondo, con la DOC Bolgheri e la Bolgheri Sassicaia DOC: una storia che merita un racconto a parte.

Consiglio pratico: il viale è una strada provinciale aperta al traffico: percorretelo in auto con calma e non fermatevi sul ciglio per le foto. Il Comune segnala la possibilità di parcheggiare alle due estremità, verso San Guido e verso il borgo: lasciate lì la macchina e proseguite a piedi. Per chi ama fotografare, la luce più bella è quella del mattino presto o del tardo pomeriggio.

Quando andare e come organizzare la giornata

Il viale è bello tutto l'anno, ma cambia faccia con le stagioni. In primavera e in autunno la campagna è verde e le giornate sono ideali per camminare nel borgo; d'estate conviene andarci nel tardo pomeriggio, quando il caldo cala e le ombre dei cipressi si allungano sull'asfalto. Bolgheri è a 13,6 km da Casa Fiori, circa 18 minuti; Castagneto Carducci, il capoluogo del comune, a 21,3 km, circa 22 minuti. In mezza giornata potete percorrere il viale, fermarvi all'oratorio, girare il borgo con calma e magari salire fino a Castagneto per il panorama sulla costa.

La sera, rientrati a Casa Fiori, i cipressi lasciano il posto alla nostra pineta e agli ulivi secolari del parco: un tuffo nella piscina di acqua salata, aperta H24, e una cena preparata nella cucina del vostro appartamento sono il modo migliore per chiudere una giornata così.

Il Viale dei Cipressi a 13 minuti da voi

Da Casa Fiori Toscana, nella campagna di Cecina, raggiungete l'Oratorio di San Guido in circa 13 minuti. Al rientro vi aspettano il parcheggio gratuito, la piscina di acqua salata e la cucina del vostro appartamento.